Ciao terremoto

DiGiancarlo Di Marco

Ciao terremoto

Tanta gente, vittima di stereotipi e cliché mediatici e anche di un po' di ignoranza, mi ha domandato e mi domanda come si vive in Messico.

Prima di tutto una notizia che ho scoperto essere, per l'italiano medio, un vero e proprio scoop: il Messico fa parte del Nord America! Tadaaaaaa! Si parla spagnolo ma si sta insieme a USA e Canada. Sapevatelo!

Detto questo, niente sombrero né siesta, qui si lavora più che in Italia e, a parte la zona desertica a nord del paese, il clima non è affatto da morire di caldo.
Giusto per dare un'idea: ci sono giorni in cui entro all'università alle 6:30am perché le lezioni iniziano alle 7 di mattina; e ci sono giorni in cui esco dall'università alle 10:30pm perché le lezioni finiscono alle 22.

Da nord a sud di Città del Messico, in mezzo alla città, c'è un'autostrada su due livelli: al piano terra 4 corsie più due laterali; al primo piano 6 corsie. Nel centro ci sono torri di svariate decine di piani... come in "ammerica".
Ma tutto questo è folklore, gossip, quasi sfottò, me ne rendo conto e mi scuso.

Però c'è qualcosa che veramente non capisco, ed è questo.
Ieri, 7 Settembre 2017 alle 23:49 la terra ha tremato qui in Messico. Io stavo finendo di tradurre un capitolo del mio libro quando ha suonato l'allarme sismico... si, l'allarme sismico... la sirena... come non sapete cos'è? Ma perché, in Italia non c'è? Dico, almeno nelle grandi città... No?!?!?
Beh, succede che in questo Paese, il Messico, che nell'immaginario collettivo è desertico-polveroso-pericoloso, l'allarme sismico suona almeno 30sec-1min prima del terremoto. Contemporaneamente arriva un allarme sul telefono. Insomma, è difficile che uno non sappia che sta per succedere qualcosa! Certo, non è molto tempo però è qualcosa, puoi uscire, ti puoi SALVARE!

C'è un'altra cosa che non capisco.
Oggi, venerdì, le lezioni all'università sono state annullate, in realtà sono state annullate in tutte le scuole. Ma non perché gli studenti potessero restare a casa "sicuri" con i genitori, bensì perché nelle scuole venissero effettuate le verifiche strutturali!

Insomma, tutto come da noi in Italia, in quello che qui in Messico chiamano il "primo mondo", uguale uguale.

Info sull'autore

Giancarlo Di Marco administrator

Docente universitario di disegno e fabbricazione digitale, sia in corsi di laurea che in specializzazioni e master. Iscritto dal 2017 al sistema nazionale di ricerca scientifica e tecnologica messicano (Conacyt), svolge attività di ricerca sull'innovazione nell'educazione.