Bullying, le nostre responsabilità

DiGiancarlo Di Marco

Bullying, le nostre responsabilità

Oggi, 11 Gennaio 2018, cercando in internet la parola "bullying" compaiono come primi risultati le foto di Ammy Everett.

Ammy Everett aveva 14 anni il giorno in cui ha deciso di togliersi la vita: non ha retto alle pressioni del bullying online, scatenatosi in seguito alla sua partecipazione come testimonial di una marca australiana di cappelli tipici.

Terribile!
Il bullying, ovviamente, è terribile.
Ma ciò che è ancor più terribile, nella mia umile opinione, è quanto sia diventato normale che un minore possa essere catapultato all'attenzione dei (social) media.

Si, esiste il bullying ed è una delle manifestazioni più basse della natura umana, anche in tenera età, ma non solo.

Però esiste anche la nostra responsabilità come adulti di proteggere un minore fino a quando il suo sviluppo (o la vita) lo abbiano dotato degli strumenti caratteriali e psicologici per reggere alle botte fisiche e metaforiche.

Io potrei essere testimonial di una campagna pubblicitaria di cappelli tradizionali australiani? Certamente, lo farei, si tratta di business. E se qualcuno domani mi prendesse in giro io sarei in grado di capire la stupidità di chi cerca di offendere e soprattutto sarei ben cosciente del perché ho deciso di fare da testimonial.

Ma una ragazzina di 14 anni, anzi meno perché la campagna pubblicitaria risale ad alcuni anni fa, come può reggere alla cretinaggine dei suoi compagni, o meglio, alla stupidità del mondo?
Perché questa ragazzina è stata testimonial (a 11 anni? a 12? a 10?) in una pubblicità? A quale scopo? Per soldi? Per creare una piccola star?

Ci sono i colpevoli del bulllying, questo è certo, ma ci sono le responsabilità del mondo dei grandi, che sono molto più pesanti in quanto riguardano l'intera popolazione mondiale di minori, non solo il caso di questa povera ragazzina.

Info sull'autore

Giancarlo Di Marco administrator

Docente universitario di disegno e fabbricazione digitale, sia in corsi di laurea che in specializzazioni e master. Iscritto dal 2017 al sistema nazionale di ricerca scientifica e tecnologica messicano (Conacyt), svolge attività di ricerca sull'innovazione nell'educazione.