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DiGiancarlo Di Marco

Lecture “Parametric Design, simulation and production of complex shapes”

Il 22 Marzo sono invitato a dare una lecture presso l'Universidad de las Américas Puebla (UDLAP).

Si parlerà di "Disegno Parametrico, simulazione e produzione di forme complesse".

DiGiancarlo Di Marco

Summer Workshop, Madrid

Il prossimo mese di Luglio sarò in ControlMad a Madrid per dare il corso avanzado di "Parametric Design with Grasshopper" nell'ambito del Summer Workshop "Design & Parametric Fabrication".

DiGiancarlo Di Marco

Docente dell’Universidad Panamericana

A gennaio 2018 inizia una nuova avventura come docente di Disegno nell'area di Ingegneria dell'Universidad Panamericana di Città del Messico.

L'Universidad Panamericana è composta da tre campus che accolgono circa 12.000 studenti in 33 corsi di laurea.
Il mio corso si chiamerà "Creazione di Modelli Digitali" e appartiene all'area di Ingegneria, specificamente al corso di laurea in Ingegneria in Innovazione e Disegno. Il corso di laurea è simile a quello in Design Industriale, ma con un approccio più ingegneristico, come piace a me.

Sarà un'occasione per applicare il mio metodo Simplified Complexity all'apprendimento accademico di Rhinoceros.

DiGiancarlo Di Marco

Architettura e Formula 1

Oggi si è conclusa la prima fase di una consulenza presso un'importante cliente, un gruppo di imprese che si dedica alla costruzione, anche di grandi opere (torri, ponti, strade, ecc.).

Ma la cosa che più mi ha colpito quando ho messo piede per la prima volta negli uffici del cliente, è stata questa macchina di F1 nell'atrio!
Sono andato a vedere qualche gran premio ed ho visto da vicino una Ferrari F1 in vetrina a Roma.

Ma una macchina di F1 in un ufficio di un costruttore, questa mi mancava!

DiGiancarlo Di Marco

Millenials e istruzione

Il famoso video di Simon Sinek sui millenials e il loro rapporto con il mondo del lavoro, esprime in maniera sintetica ma lucida e precisa il come e il perché di questo fenomeno generazionale.

Personalmente condivido quasi tutto il contenuto di questa intervista, ma a me interessano più gli aspetti relativi all'educazione e alla formazione del millenial studente.
Fortunatamente (o no?) mi trovo ad insegnare proprio a studenti millenials e ne conosco già un campione sufficiente per poter trarre alcune conclusioni.

Inquadrare il fenomeno dei millenials senza considerare aspetti socio-economici contemporanei significa limitare considerevolmente la comprensione del fenomeno stesso.

Soprattutto, nell'analisi occorre essere perfettamente consapevoli di quanto quello dei millenials sia solo il primo momento in cui un processo di degenerazione globale sia diventato visibile in maniera importante. Un processo che ha radici e responsabilità lontane ed è ancora in corso, per cui le generazioni successive non saranno migliori se lasciate a se stesse.

Chiaro, di per sé i millenials non sono né meglio né peggio dei ragazzi di qualsiasi epoca e generazione precedente: stesse caratteristiche medie, stesso QI, stesso potenziale.
Cos'hanno di diverso? Probabilmente l'illusione di vivere in un mondo e in una realtà che non esiste ma che gli è stata confezionata e venduta come l'unica possibile. Una generazione che allo stesso tempo è stata tradita dalla società e a cui è stato negato il supporto consapevole da parte della famiglia, incapace quest'ultima di comprendere il cambiamento in atto nel mondo e così dotare il giovane di adeguate chiavi di lettura della realtà.

Il risultato?
Una generazione intera che per il solo fatto di essere nata e cresciuta circondata da strumenti tecnologici di ogni genere crede, anzi, è convinta di essere una generazione tecnologica, ma che di fatto è una generazione vittima della tecnologia.
Una generazione che poiché fin dai primi anni accede a qualsiasi tipo di esperienza crede di aver già vissuto, ma che non ha sviluppato la maturità necessaria per comprendere tali esperienze, per cui tutto alla fine viene vissuto come un episodio fra gli episodi, senza valori particolari, lasciando così spazio a una "noia esistenziale" che si riversa sull'esterno invece di provocare una auto-analisi ed autocritica costruttiva.
Una generazione abituata ad avere tutto e subito, con una tolleranza alla frustrazione praticamente inesistente, fenomeno accentuato dalla mancanza pressoché totale di autocritica e di una visione più ampia, che vada al di là della stessa esigenza da soddisfare al momento, qualsiasi essa sia.
Una generazione che crede di sapere, di conoscere la realtà e gli argomenti, ma che di fatto quasi sempre vive nell'illusione della conoscenza, di nuovo con il supporto di un uso scarsamente consapevole di tecnologia e media, dove troppo spesso il copia-incolla senza controllo è sinonimo di informazione e dove l'informazione è sinonimo di conoscenza.

E nella scuola questi aspetti sono talmente evidenti da risultare sconcertanti.
Ragazzi che non hanno idea di cosa voglia dire apprendere, che non sanno apprezzare l'investimento dei propri genitori per assicurare loro un'educazione di buon livello, che non hanno la minima concezione di cosa sia il rispetto per l'altro, che si sentono in diritto di non applicarsi perché la soluzione al problema in questione la si trova facilmente sul web, che dormono in aula, che passano ore sui social network invece di prestare attenzione, che entrano ed escono dall'aula per i motivi più disparati e futili e soprattutto senza chiedere permesso, che credono che perché si consegna un lavoro entro il termine stabilito si abbia diritto a una buona valutazione indipendentemente dalla qualità del lavoro consegnato, ... e purtroppo anche ragazzi che nonostante lo scarso rendimento vengono appoggiati e protetti dai genitori che chiedono, anzi, esigono che il figlio venga comunque valutato positivamente perché tanto alla fine gli serve solo "il pezzo di carta"...

Tutto questo parla di un sistema familiare e sociale allo sbando, che non promette nulla di buono neanche per le generazioni successive se non si mette in moto un processo di revisione profonda in grado di far fronte e sovvertire questo status quo.

In questo contesto, ritengo che il sistema educativo oggi stia commettendo l'Errore con la E maiuscola, l'errore fatale che finirà con il distruggere qualsiasi possibilità di ristabilire un ordine e un'efficacia nel sistema educativo stesso: inseguire gli studenti sul loro piano.

Lo sforzo estremo che il sistema educativo sta attuando, infatti, è quello di cercare in tutti i modi di coinvolgere studenti completamente distaccati dalla realtà con le tecniche più disparate: lezioni seminariali, strumenti tecnologici vari, realtà virtuale ed aumentata, gamification, e chi più ne ha...
Si obbligano gli insegnanti ad "attualizzarsi" su tecniche e tecnologie che sono contingenti, passeggere, che diverranno velocissimamente obsolete, come se questa fosse la chiave per comunicare con lo studente in una maniera effettiva.
In realtà non serve a nulla: un insegnante non riuscirà mai ad avere la stessa "competenza" che ha lo studente che vive di tecnologia e solo di quella!
Per cui il risultato è solo di ridicolizzare l'insegnante anche agli occhi dello studente, che simpaticamente e pateticamente lo considera un wannabe concedendogli uno sguardo di sufficienza: la beffa!

Ritengo che la strada da percorrere sia un'altra, e passa dall'eliminare definitivamente l'idea che lo studente vada assecondato, confortato, coccolato, compreso in tutto e per tutto, aiutato in ogni modo.
Una volta si producevano studenti di qualità perché il sistema educativo era fatto per educare, non per assistere. Per capire l'entità del fenomeno si dia un'occhiata alle statistiche di promossi/bocciati nelle scuole...
Il fatto che oggi la società e il mondo del lavoro non richiedano più una persona o un professionista preparato, colto e competente nel suo ambito non vuol dire che il sistema educativo non debba creare comunque questo tipo di figura: non perché debba "servire" ma perché deve esistere!
Se non torneranno presto ad esistere persone preparate, colte e competenti, le generazioni future saranno peggiori delle attuali, il mondo del lavoro, anzi, dell'economia e della finanza avrà trionfato, mentre quello dell'educazione avrà miseramente fallito.

Il sistema educativo deve trovare la dignità e la forza per riorganizzarsi.
Ma indipendentemente da questo, voi, cari millenials, svegliatevi! Uscite dal torpore, non pensiate che tutto vi sia dovuto, soprattutto non fatevi illusioni di potervi permettere tutto ciò che volete e di poterlo ottenere senza sforzi, non viviate nell'illusione che nulla ha importanza e che in qualche modo andrete avanti lo stesso.
Rimboccatevi le maniche, studiate, coltivate almeno una passione e fatene un motivo di vita.
E chiedete e sopportate anche no e delusioni, perché non siete affatto speciali.
Se il mondo vi ha deluso, riprendetevelo! Ma sappiate che per farlo dovrete prendere la pillola rossa ed affrontare lo schifo, per smettere di esserne vittime inconsapevoli, per controllarlo e dominarlo.
E la pillola rossa è, fondamentalmente, la conoscenza, quella vera.

PS: Ovviamente non è mai opportuno generalizzare: se è vero che mediamente lo studente che mi è capitato di avere in classe risponde pressoché perfettamente a questo stereotipo, è anche vero che ci sono state eccezioni... poche, molto poche... meno di 10 su 100...

DiGiancarlo Di Marco

Workshoppismo

Perché c'è un fiorire di corsi/workshop, online e presenziali, full-immersion e non, certificati e non... validi e non?

Dopo quasi 20 anni di esperienza con 15 di docenza, mi son fatto un'idea che probabilmente non sarà esatta al 100% ma se non altro può servire da stimolo per una riflessione.

Il livello di preparazione medio è sceso notevolmente, e parallelamente è aumentata la presunzione.
Molte volte ho visto partecipanti a corsi salire sul treno della formazione ed offrire dopo meno di una settimana lo stesso corso cui avevano partecipato. Vi starete ponendo le stesse domande che mi sono posto anch'io: con che preparazione, con che dominio della materia... ma soprattutto, con che faccia?!

La realtà è che il target della formazione non diminuisce mai, anzi, con l'evoluzione delle tecnologie di comunicazione questo target continua ad espandersi.
Un target che per lo più si forma (ci prova) utilizzando il materiale didattico disponibile gratuitamente online, ottimo se si ha già una preparazione sufficiente, frammentato e scarsamente utile per chi inizia. Lo stesso materiale che si trova online (articoli, tutorial, ecc.) quasi sempre lascia molto a desiderare dal punto di vista della qualità e dei contenuti.

In questo panorama, basta avere una conoscenza un po' superiore alla media per aver qualcosa da insegnare! In più il mondo della formazione è, diciamolo, abbastanza redditizio e quindi fa gola a chiunque.

Un consiglio alle generazioni di "apprendisti" contemporanei: investite su voi stessi individuando buone scuole o buoni docenti e seguendo corsi almeno certificati. Lasciate perdere i tutorial se non avete già un buon livello di conoscenza, rischiate solo di perdere tempo prezioso e molto più costoso del corso cui state rinunciando!

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ARTC.it è il service di formazione, prodotti e servizi che ho fondato diversi anni fa e dove ho avuto l'onore e la fortuna di coinvolgere importanti nomi internazionali come Arturo Tedeschi, FlyingArchitecture ed altri.

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Simplified Complexity

E' disponibile il mio libro Simplified Complexity in cui presento un metodo per apprendere a modellare con Rhinoceros nel migliore dei modi.

Il libro può essere acquistato sul sito dell'editore Le Penseur e su Amazon.it.